Dice S. Agostino: “Senza nulla che passi, non esisterebbe il passato; senza che venga, non esisterebbe un tempo futuro; senza nulla che esista, non esisterebbe un tempo presente”.
Sempre S. Agostino, prosegue: "Quid est ergo tempus?”, cos' è dunque il tempo?, a questa domanda si può cercare di dare una semplice risposta: il tempo non esiste, è forse solo una dimensione dell’anima.
MICHELE STUPPIELLO, poeta della Rivelazione, della ricerca, della preghiera intima, il Guardiano solitario, cerca di catturare con occhi introspettivi, i fotogrammi del tempo; per conservarne, per preservarne nel luogo intimo, nell’arca della memoria, gli odori, i colori con essenze di Arcane storie, di una Chianca amara, di un Mistico Adriatico.
Con nostalgia evocativa ci riconduce a quel antico Mare uterino, dell’uomo e dell’universo, ma sempre attuale, Logos occidentale, che trasuda eros e thanatos, che con fatica ogni attimo genera la vita tra le incessanti e spietate battaglie degli opposti-contrari.
La sua è sete disperata di purificarsi, di salvarsi dalle debordanti battaglie nei cicli dell’eternità costante.
MICHELE STUPPIELLO, il poeta uomo, prova pietà, ma ci ammonisce e ci ricorda che chi non sogna non può vivere, l’Utopia è amore, chi non ambisce all’immortalità è disperato alla condanna della limitatezza permanente.
Il suo è un disperato invito alla virtù, a non perderci, ad essere sempre vigili, a non sprecare il nostro tempo, a non farci solo trasportare dal fiume degli accadimenti, ma a coltivare il nostro sé, in quanto tutto ciò che noi possiamo solo conoscere direttamente è sempre e solo il sé, alla fonte di tutto ci siamo noi. Dice Eraclito: “Il carattere di un uomo è il suo destino”, alle mille domande ci resta una sola possibilità: la vita.
Sempre S. Agostino, prosegue: "Quid est ergo tempus?”, cos' è dunque il tempo?, a questa domanda si può cercare di dare una semplice risposta: il tempo non esiste, è forse solo una dimensione dell’anima.
MICHELE STUPPIELLO, poeta della Rivelazione, della ricerca, della preghiera intima, il Guardiano solitario, cerca di catturare con occhi introspettivi, i fotogrammi del tempo; per conservarne, per preservarne nel luogo intimo, nell’arca della memoria, gli odori, i colori con essenze di Arcane storie, di una Chianca amara, di un Mistico Adriatico.
Con nostalgia evocativa ci riconduce a quel antico Mare uterino, dell’uomo e dell’universo, ma sempre attuale, Logos occidentale, che trasuda eros e thanatos, che con fatica ogni attimo genera la vita tra le incessanti e spietate battaglie degli opposti-contrari.
La sua è sete disperata di purificarsi, di salvarsi dalle debordanti battaglie nei cicli dell’eternità costante.
MICHELE STUPPIELLO, il poeta uomo, prova pietà, ma ci ammonisce e ci ricorda che chi non sogna non può vivere, l’Utopia è amore, chi non ambisce all’immortalità è disperato alla condanna della limitatezza permanente.
Il suo è un disperato invito alla virtù, a non perderci, ad essere sempre vigili, a non sprecare il nostro tempo, a non farci solo trasportare dal fiume degli accadimenti, ma a coltivare il nostro sé, in quanto tutto ciò che noi possiamo solo conoscere direttamente è sempre e solo il sé, alla fonte di tutto ci siamo noi. Dice Eraclito: “Il carattere di un uomo è il suo destino”, alle mille domande ci resta una sola possibilità: la vita.
Monte Sant’Angelo, 28 ottobre 2009
Pasquale Renzulli
Nessun commento:
Posta un commento