giovedì 22 ottobre 2009

PREFAZIONE DI GIOVANNI AMODIO

MICHELE STUPPIELLO “IL GUARDIANO DEL TEMPO” A DIFESA DELLA POESIA

Il tempo, fuggitivo tremito, come lo definisce Ungaretti, termine ultimo per verità esatta, come lo identifica Pindaro, non prevede certamente "guardiani", né codificazioni convenzionali al di fuori di quelle che l’uomo deduce dal movimento degli astri, all’orologio, per propria utilità.
Per sua natura abbraccia il campo della metafisica, alleandosi al concetto di spazio. Entrambi però ritrovano ragioni, motivi, evocazioni, definizioni nell'alveo della POESIA, che per sua natura, come universo parallelo del pensiero e del sentimento umano, traccia una propria libertà misterica ed estetica, che dimostra come diceva T. Eliot che "Solo col tempo si conquista il tempo".
MICHELE STUPPIELLO, artista e poeta dell'Azione e della evocazione ancestrale, spinta ai confini del futuro, assume il diritto di attribuire al tempo una funzione guardiana coincidente l’omonimia con il noto giornale internazionale "The Guardian", perché dalla pienezza sublimale della sua poesia, vuole trarre una regola, un osservatorio, che guidi le bianche distese del deserto illuminate da un nulla apparente che crea e un tutto che scandisce la successione dell’eternità costante, di cui il tempo diviene il testimone più veritiero e più mobile.
Per catalizzare nei versi la trasformazione delle parole e superare la stereotipizzazione degli elementi tipici e consolatori, la proliferazione esplicativa nell'afflato poetico di STUPPIELLO annovera silenzi e parole allusive, vuoto metafisico e vibrazione emotiva, alternando la lingua colloquiale alla sublimità di versi che rifuggono i gradi comparativi e si stagliano con eleganza e raffinatezza, sempre nel breve e incisivo, nella dicotomia concettuale, nella lucidità espressiva.
Il tempo della tregua deborda nella pagina ad una piazza, per una solitudine del poeta che è scelta estetica, attraverso la quale i rivoli d’inchiostro ritrovano le remote acque del tempo, per stabilire come il mare rappresenti la spugna della Storia.
Il sogno monocromatico della parola, si accosta all’onirica concomitanza delle policromatiche opere pittoriche.
Il “Guardiano del tempo” intuisce le incessanti e spietate battaglie degli opposti-contrari, e la “penombra” diviene compagna, senza mestizia, dell'amore sacralizzato e non svenduto alle parole e della luce, quale antica pena, per un’inspiegabile pienezza d’esistenza.
“Il tempo è un grande maestro che regala molte cose” (Coneille), come la poesia di Stuppiello, sempre sorprendente.

GIOVANNI AMODIO

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